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Panariello non esiste… ma parte con oltre 6,5 milioni di spettatori

Spesso di dice che l’Italia è un paese di commissari tecnici quando si parla di calcio; con la recente abbuffata di Twitter bisognerebbe aggiornare il motto e aggiungere che l’Italia è diventato anche un paese di critici televisivi. 

Ieri sera sul social network, #panariellononesiste è diventato trending topic (uno degli argomenti più twittati) ma leggendo i vari commenti si evinceva una forte bocciatura del programma. I paragoni con Fiorello, “feudatario” italiano di Twitter, si sprecavano e chi ne usciva “perdente” era proprio il comico toscano.

Abbiamo letto attentamente e abbiamo pensato al solito snobismo dei fighetti di Twitter. Stamani quando abbiamo  visto i dati di ascolto la nostra sensazione è stata confermata.

Panariello non esiste ha vinto la serata con un ottimo risultato: 6.581.000 spettatori, share del 27.29%. Un risultato che a Canale 5 non si vede spesso, 5 punti percentuale in più dell’ultimo esperimento simile, lo show di Checco Zalone.

Certo, sono risultati più bassi di quelli raggiunti da Fiorello ma è innegabile che la trasmissione ha raggiunto i risultati che si aspettavano a Mediaset.

Il più corretto è stato l’ottimo Massimo Bernardini, conduttore di Tv Talk su Rai 3, che questa mattina ha scritto il commento più intelligente, una sorta di “pubblica ammenda”:

L’ho detto che serviva prudenza e non valutazioni affrettate: per #panariellononesiste 6.581.000 teste e 27,29. Cosa non abbiamo capito?

Il problema sta proprio nel “capire”. Twitter provoca una sorta di ubriacatura, un effetto trascinamento che porta a confrontarsi solo con un target di pubblico simile e che fa perdere la trebisonda, spingendo a credere che il pubblico televisivo coincida con i fighetti di Twitter. A quel punto l’intento non è più capire un certo evento ma si finisce con l’entrare in un circolo vizioso della critica sterile solo per un’agonistica rincorsa a chi lancia la critica più tagliente.

E’ necessario un ritorno alla realtà per capire il successo di Panariello.


Innanzitutto bisogna dire che, guardando la curva degli ascolti, per tutta la prima serata, lo show è stato sopra al 25% di share e ha sfiorato il 30 nel finale.

Non sarà stato un evento ma non si può negare che sia stato un successo.

Veniamo a parlare dello show. Lo spettacolo scorre decisamente bene perchè è scritto bene. Si può dissentire sul fatto che i testi non siano sempre al massimo della brillantezza ma la scrittura della trasmissione in generale è buona.

Alcune battute sono sembrate datate ma confidiamo che questo possa essere superato fin dalla seconda puntata. Panariello mancava dal palco da diverso tempo ed era “doveroso” recuperare battute che non potevano non essere dette.

La regia di Stefano Vicario sembra riuscire a tenere il giusto ritmo; è buono anche l’uso delle luci e interessante la scenografia, un mix tra Chiambretti Night e La Corrida, che ci sembra poi anche essere la cifra stilistica della trasmissione.

Ci pare che sia da ripensare la proporzione data ai monologhi di Panariello rispetto ai segmenti con gli ospiti. Ma ieri si è fortunatamente evitato un tragico errore: quello di snaturare Panariello. Se si fossero inserite interviste agli ospiti si sarebbe caduti nel tragico effetto Morandi a Sanremo, con un presentatore vittima di domande banali e con nessuna sintonia con l’intervistato.

Panariello riesce ad arrivare al pubblico attraverso il suo linguaggio popolare, senza dare l’impressione di voler imporre nuove tendenze o mode. Nello strano panorama italiano questa libertà sembra concessa solo a Fiorello, se fatta da qualcun’altro rischia di sembrare paternalismo.

Secondo noi sarebbe da rivedere la presenza di Nina Zilli che ci è parsa totalmente inadeguata, e pure antipatica, nel ruolo di spalla a Panariello. Troppo diversa da Giorgio, troppo studiatamente snob per uno show popolare.

La trasmissione è stata capace anche di lanciare elementi innovativi come la fiaba valutata attraverso il filtro del codice penale e lo spazio ironico Italia’s Got Killer in cui la critica alla tv della cronaca nera è stata ben evidente (elemento ricorrente in varie parti della puntata) nonostante un ironico Salvo Sottile.

La trasmissione ha sicuramente bisogno di qualche aggiustamento ma è innegabile che il giudizio debba essere positivo. Panariello non esisterà… ma riesce comunque a conquistare  più di 6 milioni e mezzo di spettatori!

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