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Nero Wolfe, puntata del 5 aprile 2012 (anticipazioni, trama, riassunto)

Parte stasera, alle ore 21.10 su Rai 1, Nero Wolfe, la serie tv in otto episodi che ha per protagonista il personaggio creato da Rex Stout e interpretato da Francesco Pannofino


La serie è prodotta da Rai Fiction e realizzata da Luca Barbareschi per Casanova Multimedia.

Nel cast dell’adattamento, per la regia di Riccardo Donna, Francesco Pannofino (Nero Wolfe), Pietro Sermonti (Archie Goodwin), Andy Luotto (Nanni Laghi), Giulia Bevilacqua (Rosa Petrini), Marcello Mazzarella (Commissario Graziani), Michele Laginestra (Spartaco Lanzetta), Davide Paganini (Maresciallo).

Wolfe è un genio capriccioso, misantropo, misogino, egocentrico, fobico, maniacale ma capace di risolvere i misteri più intricati senza uscire (quasi) mai da casa. Non esce perché il movimento (di sé stesso, degli altri, degli oggetti meccanici) è una tra le tante cose che detesta. Per lui si muove Archie Goodwin, il suo assistente, che va, vede, ascolta, qualche volta usa le mani e spara. Poi torna indietro e riferisce. Wolfe ascolta, sprofonda nella sua poltrona, socchiude gli occhi e inizia il geniale lavorio mentale che mette in ordine gli eventi, elimina l’inessenziale e infine isola l’elemento che porterà alla soluzione del mistero e all’arresto del colpevole.

Wolfe non stringe mani, non si alza davanti alle signore, non fa nulla per mascherare il fastidio che l’umanità intera, specie se femminile, gli procura. Apparire antipatico è solo una delle strategie che ha messo in atto per evitare che gli spigoli e le ruvidezze del mondo possano rovinare l’affilatura di quel tagliente rasoio che è la sua capacità di analisi. Un’altra è imporre a tutti le sue inderogabili abitudini: coltivare orchidee nella serra sul tetto di casa dalle 9 alle 11 e dalle 16 alle 18 di ogni giorno, pranzare alle 13 e cenare alle 20 spaccate, evitare ogni riferimento al lavoro durante i pasti. La grassezza è un’ulteriore linea di difesa, la più ravvicinata, il guscio delle mura domestiche quella più esterna.

Tra le stesse mura vive, oltre ad Archie Goodwin, anche Nanni Laghi, cuoco e maggiordomo. Che a sua volta non ha un carattere facile. Per esempio, chiamarlo cuoco basta già a suscitare una reazione molto infastidita: chef, non cuoco! E si capisce che un così insolito menage a trois sia perfetto per generare scintille, divertenti scintille di commedia che rischiarano le oscurità dell’animo umano che Wolfe esplora nel corso delle sue investigazioni. Durante le quali non manca di rivelare l’aspetto più nascosto di sé stesso: una inattesa umanità.

IL PERSONAGGIO

Nero Wolfe è un investigatore privato, le sue indagini cominciano dove quelle della polizia si arenano. Wolfe è la risorsa estrema, è colui che trova la soluzione quando gli altri hanno fallito. Oppure è chiamato a indagare in ambiti che solo un occhio privato può esplorare: crudeli intrighi orditi per bramosia di denaro, rivalità familiari celate sotto le più tranquille apparenze, amori che si trasformano in odio omicida, vendette covate e preparate per anni, patti criminali stabiliti sulla base di passioni inconfessabili.

Non essendo vincolato da regolamenti e procedure, Wolfe gode di una libertà di azione che a un poliziotto non è concessa. Talvolta viola apertamente le regole e ciò lo mette in aperto conflitto con il ruvido commissario Graziani della Squadra Omicidi, ma quando ciò accade è sempre e solo in nome di un superiore senso di giustizia.

Un poliziotto privato vive delle parcelle dei suoi clienti e quelle di Wolfe sono astronomiche. Nessuna offerta di denaro però, può impedirgli di arrivare alla verità, anche a costo di andare contro il proprio cliente o le autorità costituite.

E’ proprio per aver interferito con le trame dell’F.B.I. che Wolfe è dovuto fuggire dalla sua New York e trasferirsi in Italia, Paese che conosce bene per esserci stato come ufficiale dell’Intelligence durante la guerra. Da qui il suo arrivo a Roma e la ricerca di una casa con le stesse caratteristiche di quella abbandonata in America, che apre il primo episodio della serie…

L’ADATTAMENTO

I gialli di Rex Stout sono scritti in un arco di oltre 30 anni, tempo nel quale gli Stati Uniti e il mondo sono cambiati profondamente. La messa in scena non poteva, per ovvie ragioni, seguire una tale evoluzione. Per il lettore italiano che li ha amati, quei romanzi si svolgono in un “altrove” lontano i cui contorni non appartengono tanto alla realtà quanto alle convenzioni del genere. Ed è proprio quel mondo fatto di automobili dalle finiture cromate e case lussuose, di donne fatali e uomini che tengono sempre il cappello in testa, di cameriere con la crestina e reputazioni da difendere a ogni costo, che si è voluto riproporre ambientando la serie alla fine degli anni ’50.

La scelta del racconto d’epoca nasce dal desiderio di ricreare atmosfere che hanno oggi il fascino vintage di un periodo storico al quale il pubblico è affezionato: sono gli anni che hanno visto lo sbocciare del boom economico, con i suoi personaggi coloriti ed ingenui, la nascita della televisione, lo sviluppo dell’industria nazionale, la creatività del design e della moda, le prime emigrazioni dal sud e la nascita delle periferie, le invenzioni delle prime reclame, l’esplosione della musica leggera.


Sono soprattutto gli anni nei quali ancora si poteva credere che il male, negli uomini e nella società, fosse un’eccezione, una malattia che poteva essere confinata ed estirpata, anni nei quali la genialità, l’intuizione e soprattutto la simpatia nascosta del nostro burbero protagonista, dominano la scena risolvendo, tra un piatto succulento ed una raffinata orchidea, i più insoliti e misteriosi delitti…

TRAMA E ANTICIPAZIONI, PRIMO EPISODIO “LA TRACCIA DEL SERPENTE”, 5 aprile 2012

Appena sbarcato a Roma col fido assistente Archie Goodwin, il famoso investigatore americano Nero Wolfe viene contattato dalla sua prima cliente: una donna chiede di rintracciare un pensionante dell’albergo in cui lavora, sparito da giorni.

Mentre Wolfe sembra occuparsi più del trasloco delle sue preziose orchidee e dell’assunzione di un cuoco, Nanni Laghi, Archie trova due indizi: un giornale con titolo ritagliato e un meccanismo a molla bastano a Wolfe per capire che l’uomo sparito è coinvolto nell’omicidio del professor Colombo, che si pensava morto di infarto.

Con la collaborazione del factotum Spartaco Lanzetta e della giornalista Rosa Petrini, che pubblica la notizia sul giornale, Wolfe fa pressioni sulla Polizia, alla fine costretta a riaprire le indagini. Come anticipato da Wolfe, Colombo è stato ucciso con un ago nascosto in una mazza da golf e imbevuto del veleno di un rarissimo serpente tropicale. Nel frattempo anche il pensionante, che aveva costruito su commissione la mazza killer, viene ritrovato cadavere.

I sospetti si concentrano sulla moglie di Colombo, che da poco gli aveva regalato il set di mazze tra cui si presume trovarsi l’“arma del delitto”. Ma il quadro cambia radicalmente quando Wolfe capisce che il bastone era di proprietà del compagno di partite del professore, un ricco commendatore. Intanto il serpente è molto più vicino a Wolfe di quanto lui non sospetti…

(fonte UfficioStampaRai.it)

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