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L’Oriana, fiction approssimativa che non rende giustizia alla Fallaci

Ieri sera è andata in onda la prima parte de L’Oriana, fiction di Rai1 dedicata alla figura di Oriana Fallaci interpretata da Vittoria Puccini (stasera la seconda e ultima parte). All’inizio abbiamo pensato di trovarci davanti ad una nuova puntata di Tale e Quale Show (e abbiamo temuto la comparsa di Carlo Conti…): trucco e parrucco erano così approssimativi da generare un effetto horror! 

Ad appesantire la visione sono arrivati anche inserti di filmati storici, tratti da reportage dell’epoca, usati per evitare di dover ricreare le scene più impegnative dal punto di vista degli effetti speciali (bombardamenti, lanci di razzi spaziali…).

Come insegna il “manuale delle fiction biografiche di Rai1″, il flashback (la retrospettiva, l’analessi) è, ogni volta, l’espediente narrativo da cui si parte per raccontare la vita di un personaggio. Troviamo il protagonista da vecchio che ricorda il passato. Lo standard consolidato è sempre lo stesso.

Nel caso de L’Oriana non si è scelto di focalizzare l’attenzione su un aspetto o su un periodo della vita della Fallaci ma si è puntata a ricostruirne tutta la carriera giornalistica. Con esiti a dir poco riduttivi…

La fiction che ne è venuta fuori è una sequela dei viaggi come reporter di Oriana, narrati spesso in maniera superficiale e approssimativa, una sorta di docu-fiction mal confezionata. Purtroppo non si percepisce l’immensa grandezza del personaggio! Se la Fallaci fosse stata ancora viva, sicuramente, la miniserie a lei dedicata le avrebbe risvegliato sentimenti di “rabbia” e di “orgoglio”.

Non ci sentiamo di dare addosso solo a Vittoria Puccini: indossare i panni di Oriana sarebbe stato un compito impossibile per chiunque, specialmente se non supportata da una sceneggiatura all’altezza del personaggio…

Stasera ci aspettiamo il peggio: da quello che si evince dai comunicati stampa, a proposito dei fatti relativi all’11 settembre 2001, si cercherà di mettere in luce quanto l’ultima Fallaci sia “diversa” dalla giovane Fallaci, cosmopolita e sempre aperta alle altre culture. Recita il comunicato stampa:

una riflessione su quanto l’Oriana adulta, con il suo ‘fondamentalismo laico’, appaia in contrasto con la giovane ragazza fiorentina curiosa del mondo e aperta a confrontarsi anche con le culture più lontane da lei.

Niente di più sbagliato. Non c’è distanza tra la giovane Fallaci e la vecchia Fallaci. Oriana ha sempre combattuto a favore della libertà, contro chi voleva limitarla: sia come giovane staffetta partigiana, sia come giornalista che si toglie il velo di fronte all’ayatollah Khomeini, sia come solitaria guerriera contro il fondamentalismo islamico dopo il 2001 (questa per lei era una nuova e necessaria battaglia “antifascista”). Non comprendere questa connessione è un errore enorme. Vedere due Oriane in contrapposizione è quanto di più ingiusto si possa fare alla memoria della grande scrittrice. Ma se le convinzioni di chi ha concepito la fiction sono queste, possiamo allora capire perché il ritratto che ne esce fuuori non sia affatto incisivo…

Gli ascolti non sono stati entusiasmanti. La prima puntata de L’Oriana è stata battuta da L’Isola dei Famosi e si è dovuta accontentare di poco più di 4,4 mln di spettatori e poco meno del 16% di share. Sul target commerciale (15-64 anni) lo share si è fermato al 13.3% mentre tra i giovani (15-34 anni) si è registrato il 12.7%. Tra gli over 65 la percentuale supera invece il 20.

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