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Sanremo 2014, struttura debole e senza ritmo

fabio-fazioFinito l’effetto novità dello scorso anno, l’allestimento messo in scena da Fabio Fazio con Luciana Littizzetto mostra tutta la sua debolezza. 

Anche i telespettatori sembrano essersene accorti e rispetto al debutto dello scorso hanno, i dati di ascolto hanno segnato un calo di 2 milioni di spettatori, dal 12,9 milioni a 10,9 milioni.

Giancarlo Leone, direttore di Rai 1 – nella conferenza stampa da poco conclusasi – ha imputato il calo di ascolti ad una riduzione della platea totale televisiva rispetto ad un anno fa. Ed è vero: a gennaio dello scorso anno in prima serata si arrivava ad una platea televisiva totale di circa 26 milioni di spettatori, quest’anno siamo circa a 23. Sarà colpa del clima meno rigido rispetto a 12 mesi fa? Leone ha rintracciato un’altra causa per il calo di ascolti: l’imprevisto iniziale degli operai che hanno tentato il suicidio… A naso, noi tendiamo a dare una valutazione opposta dell’evento. Il fuori programma di solito fa impennare gli ascolti, specialmente a Sanremo…

Ma prendiamo ancora in esame l’imprevisto tragico del tentato suicidio. Da un lato è stata (ci perdonerete l’azzardo!) quasi una “manna dal cielo”: l’intervento di protesta ha, infatti, interrotto il monologo-“pippone” di Fabio Fazio e per questo i manifestanti hanno, non solo la nostra vicinanza, ma anche il nostro ringraziamento. Dall’altro lato, però, il tentato suicidio ha anche incartato definitivamente una scaletta poco scorrevole nella sua struttura. A complicare le cose ci ha pensato anche il sipario che non riusciva ad aprirsi. Insomma un inizio disastroso a cui non si è saputo porre riparo.

Posteshop


La gara scorre lenta: la doppia canzone per ogni artista ci era sembrato un appesantimento già lo scorso anno. E quest’anno ancora di più. Errare è umano, perseverare è diabolico. Le doppie canzoni, più che rendere interattiva l’esperienza del pubblico televotante, rallentano uno spettacolo già di per sé pachidermico.

Il siparietto di Fazio con Laetizia Casta voleva essere un omaggio al varietà ed è risultata una scenetta casereccia. I travestimenti di Littizzetto sono simpatici ma ci ricordano i tempi d’oro, quando la Litti impazzava coi suoi personaggi nei programmi della Gialappa’s Band (il bel Donnino Nives, Paola e Chiara, la Lolita…).

Come lo scorso anno, peggio dello scorso anno. Sanremo 2013 non ci era piaciuto ma riconoscevamo un impegno nella scrittura. Sanremo 2014 è la ripetizione incerta del canovaccio dello scorso anno.

Ribadiamo il concetto, mentre Fazio è impegnato a cercare la contemporaneità attraverso temi attuali, politici e sociali, a Sanremo manca la contemporaneità televisiva. La scenografia, che all’occhio risulta approssimativa, e l’impianto luci, poco sfruttato, completano questo incerto lavoro.

L’apparente paradosso. Il momento più moderno e contemporaneo della serata è stata l’apparizione di Raffaella Carrà. Invece di mostrarsi come una Madonna degna di celebrazioni, la Raffa Nazionale si è messa in gioco e ci ha sciorinato i suoi nuovissimi pezzi dance con tanto di scatenato balletto, dall’alto dei suoi quasi 71 anni. In un Festival dove tutti sembrano prendersi troppo sul serio, la professionale leggerezza della Carrà è stata acqua fresca nel deserto.

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