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La tv del pomeriggio secondo Aldo Grasso

Si è conclusa la prima settimana di sfida diretta tra i contenitori del pomeriggio di Canale 5 e Rai1: da una parte il Pomeriggio Cinque di Barbara d’Urso e dall’altra la nuova edizione de La Vita in Diretta condotta da Cristina Parodi e Marco Liorni

Lunedì ha prevalso la d’Urso, martedì La Vita in Diretta ha recuperato nella seconda parte e poi nei giorni successivi ha superato lievemente il programma di Canale 5. Bisogna però ricordare che il palinsesto pomeridiano dell’ammiraglia Mediaset non era ancora completo e Pomeriggio Cinque non ha potuto godere (cosa che invece avverrà da questa settimana) del traino di Uomini e Donne e de Il Segreto. Inoltre si deve notare che il programma di Barbara d’Urso risulta più forte del suo competitor sul target commerciale e sulle fasce di pubblico più giovani, mentre La Vita in Diretta ha uno zoccolo duro molto più ingente tra le over 65 anni.

Queste le osservazioni oggettive provenienti dai dati di ascolto. Aggiungiamo adesso alcune considerazioni “qualitative” sui due programmi di infotainment. Lo facciamo prendendo a prestito alcune considerazioni di Aldo Grasso pubblicate sul Corriere della Sera dell’11/9/2014. Il critico televisivo ricorda come alla “nuova” Vita in diretta si sia ricreato un gruppo di lavoro che aveva già fatto la fortuna di Verissimo negli anni novanta su Canale 5: Parodi e Liorni (a quei tempi inviato) insieme al capo progetto Gregorio Paolini che dal 1996 ha firmato il programma di Mediaset. Scrive Grasso a proposito de La Vita in Diretta:

Dalle prime puntate si può dire che «La vita in diretta» assomiglia molto a «Verissimo», edizione Parodi-Paolini (nove edizioni dal 1996). È la tv degli anni 90, elegante, non povera (basta contare il numero degli autori), fatalmente rivolta a un pubblico che, nel frattempo, è invecchiato. Lo stile è quello del rotocalco.

Dunque La Vita in Diretta sembra un prodotto uscito dagli anni 90, rivolto ad un pubblico che, col tempo, è invecchiato. Grasso passa poi ad alcune considerazioni confrontando la produzione di Rai1 con quella di Canale 5:

Rai1 si rivolge al pubblico femminile più attempato, Canale 5 con la D’Urso, la serialità spagnola, i tronisti di Maria, e la fiction di Tarallo-Losito a un target femminile più gentesco, abbassando di molto il livello di scrittura (giudizio tecnico non morale).

Vero che Rai1 sembra rivolgersi tendenzialmente ad un pubblico più anziano; il giudizio su Canale 5, per quanto esplicitamente negato (excusatio non petita…), sembra piuttosto superficiale: quell’aggettivo “gentesco” ha in sé una valenza dispregiativa e si riferisce al gusto della gente comune, ordinario, alla buona, che non si eleva dalla banalità (fonte Treccani). Quel che conta è che il mix di produzioni di Canale 5 si rivolge – con successo – ad un target femminile e giovane, particolarmente pregiato per gli inserzionisti pubblicitari (perché i giovani tendono a consumare di più e le donne sono spesso le responsabili degli acquisti delle famiglie). E questo per una tv commerciale è vitale.

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