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Striscia la Notizia: nessuna rivoluzione perché non ce n’era bisogno

Spesso capita uno strano fenomeno di auto-convincimento e di convincimento reciproco… È tipico di molti addetti ai lavori (o “addetti ai livori”, come scriverebbe Dagospia) e crea fenomeni paradossali e al limite del ridicolo. 

Molti sul web e sui blog si sono lamentati che nella prima puntata di Striscia la Notizia non c’è stata nessuna grande rivoluzione rispetto alle stagioni precedenti. A decretare la necessità di tale rivoluzione, però, erano stati questi stessi “addetti ai lavori” che spesso si leggono e si parlano solo tra di loro… In realtà a Striscia non serviva nessuno stravolgimento perché ha sempre funzionato…

La trasmissione anche nelle ultime stagioni è andata molto bene aggiudicandosi quasi sempre la vittoria sul suo competitor nei periodi in cui presentano Greggio-Iachetti-Hunziker. A soffrire è la conduzione del duo (ben poco) comico Ficarra e Picone. Ecco, sulla loro presenza servirebbe una decisione drastica… Bisogna aggiungere che Striscia soffre molto il sabato e la domenica, quando, evidentemente, non trova davanti al televisore il proprio target di riferimento.

Certo, dopo 25 stagioni una rinfrescata era necessaria ed è stata data. Positiva e di impatto è la completa revisione della scenografia dello studio che già da sola ringiovanisce di 20 anni il tg satirico di Canale 5. Inutile la presenza dei Velini tanto quanto era inutile quella del loro omologo femminile. Buona la prestazione di Virginia Raffaele nei panni di Nicole Minetti e di Belen Rodriguez (ieri Striscia è stato il Virginia Raffaele Show…). Rimandata Michelle Hunziker che non riesce a prendere in mano la leadership della trasmissione: appare poco naturale e non lascia trasparire un particolare feeling con la sua nuova collega. Michelle sembra riuscire meglio accanto ad un grande nome (Greggio a Striscia o Scotti a Paperissima) piuttosto che nei panni di padrona di casa che tiene a battesimo la new entry

Ottimo l’inserimento di All21, il nuovo break pubblicitario di Mediaset a reti unificate: partito all’improvviso, non rompe il ritmo del programma che, dopo i 60 secondi di spot riparte senza tante spiegazioni e senza intenti didascalici (eccellente anche l’idea di inserire il countdown al minuto di spot: toglie allo spettatore la voglia di cambiar canale e comunque, se anche lo spettatore facesse zapping, si ritroverebbe il solito messaggio pubblicitario anche su altre 6 reti Mediaset)

Nonostante ieri sera non siano stati trasmessi servizi di inchiesta di particolare rilievo, la trasmissione – grazie anche al fortissimo Striscia lo Striscione e all’eccellente Dario Ballantini nei panni di Papa Francesco – ha ottenuto un ottimo risultato di ascolto: programma più visto della giornata con 6.324.000 spettatori con il 23.11% di share sul totale del pubblico che sale al 27.35% sul target commerciale (mentre nella stessa fascia di pubblico, 15-64 anni, Affari tuoi si è fermato al 13.56%). Picco alle ore 21.10 con 7.741.000 telespettatori, pari al 28.08% di share totale e al 33.44% di share sul target commerciale.

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