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Maria De Filippi: 20 anni in televisione

Sabato 26 settembre 1992, 20 anni fa esatti: sugli schermi di Canale 5 appare, per la prima volta, la donna che avrebbe cambiato la tv italiana. 


Maria De Filippi, già allora compagna di Maurizio Costanzo, era ideatrice e autrice di Amici, programma che a quel tempo era un talk show sulle problematiche giovanili, subentrò a Lella Costa, conduttrice della stagione precedente, e non lasciò più il piccolo schermo.

Maria aveva solo 31 anni ma ne dimostrava di più, non era particolarmente avvenente e non aveva una voce suadente. Ma sapeva raccontare e far raccontare. Negli anni, questa sua caratteristica – rivoluzionaria nel panorama televisivo appena uscito dagli eccessi degli anni ottanta – è diventata il suo marchio di fabbrica.

La De Filippi non è mai la protagonista attiva dei suoi show, lei è la narratrice, la regista, la narratrice che fa prender vita alla storia delle persone comuni. La sua è una conduzione apparentemente passiva ma in realtà Maria è il vero demiurgo che forgia le storie col materiale umano che ha a disposizione.

Per analizzare la figura di Maria De Filippi e l’impatto (secondo noi positivo) che ha avuto nel panorama televisivo ci vorrebbero dei lunghi volumi. In questo post vogliamo solo abbozzare alcune riflessioni.

Maria è nata televisivamente col grosso peso di venir vista come la “raccomandata di Costanzo”. Ma non ci ha messo molto a far capire il suo valore che ha eguagliato, e forse superato, quello del marito. Come scrive Donna Moderna:

Oggi non è più lei “la moglie di”, ma quasi quasi è Costanzo a essere diventato “il marito della De Filippi”.

Maria De Filippi ha imposto uno stile che, paradossalmente, non è mai stato televisivo. Maria non è la conduttrice classica, anzi ha sempre evitato tutte le liturgie del rito televisivo.

La sua conduzione entra subito in medias res: un breve saluto al pubblico, nessun preambolo e nessuna introduzione da vecchia televisione, con Maria si entra subito al centro della narrazione.

Nel tempo è riuscita a creare programmi trasversali che hanno avuto successo in tutte le fasce di età. Un sondaggio del 2011 di Tv Sorrisi e Canzoni l’ha incoronata come il personaggio più affidabile della tv. Di Maria ti puoi fidare, e con lei ti puoi confidare, perchè non ti giudica ed ha sempre una parola di buon senso. La De Filippi è lontana da facili entusiasmi e forte passionalità, può apparire fredda ma è questo il suo punto di forza con cui riesce a creare un teatro di varia umanità senza farsi travolgere.

Usando un paragone che potrà sembrare irriverente, Maria è una sorta di moderno Goldoni che riesce a mettere in scena un’innovativa commedia dell’arte televisiva.


Scrive Tv Sorrisi e Canzoni nel numero di qualche settimana fa:

Il suo stile di conduzione dice tutto: nei suoi programmi la «liturgia» del bravo presentatore è ridotta all’osso, si parte con un asciutto saluto al pubblico e si entra subito nel vivo. Lo stesso vale per i saluti finali, che arrivano quasi sempre all’improvviso. […] Maria presenta da seduta («Uomini e donne»), in piedi e spesso, come in «C’è posta per te», camminando nello studio. E non usa il «gobbo» perché sa sempre che cosa deve dire (le sue lunghissime presentazioni dei casi di «C’è posta per te» sono lì a dimostrarlo) e che cosa deve fare. […] In tutto questo Maria è ancora un esemplare unico: nessuno in vent’anni ha mai cercato di imitarne lo stile.

Anche Donna Moderna ha voluto celebrare i 20 anni di Maria De Filippi in tv riportando il giudizio di due esperti di televisione. Giorgio Simonelli, docente di Storia della radio e della televisione all’Università Cattolica di Milano ha dichiarato a Donna Moderna:

È l’interprete perfetta della neo-televisione, che non rispecchia il mondo, ma lo fabbrica con il suo delirio di onnipotenza. La De Filippi seleziona talenti, regala l’amore, fa litigare e poi riconcilia. Una “dea ex machina”, che scatena gli avvenimenti in diretta. Ma mentre i colleghi lo fanno con irruenza, lei mostra sobrietà e rigore. Ricordate Carràmba! Che sorpresa? È il papà degli show che oggi chiamiamo “alla De Filippi”. Quanto Raffaella Carrà era viscerale e folcloristica, Maria è posata, quasi asettica. Tutti pensano che sia il suo carattere, in realtà ogni mossa è studiata: ad Amici e C’è posta per te lei fa la regista e lascia il ruolo da protagonisti ai concorrenti e al pubblico. […] Usa pause e silenzi per far capire che riflette insieme agli spettatori e non giudica. Presenta seduta, in mezzo al pubblico, per far sentire alla gente che è una di loro.


Donna Moderna ha sentito anche il parere di Aldo Grasso, il critico del Corriere della Sera che, come è risaputo, non apprezza particolarmente lo “stile De Filippi”. Dichiara Grasso:

L’ho definita “la burattinaia dei poveri cristi”. E non me ne pento. I personaggi delle sue trasmissioni le affidano le loro esistenze e lei le pilota, portando in scena una triste commedia umana. Le riconosco un merito: intuisce ciò che desidera la gente. Dieci anni fa era il momento di machi e lifting? Ha tirato fuori dal cilindro Costantino Vitagliano. Siamo un paese di anziani? Porta gli over 70 a Uomini e donne. La società ha capito di avere perso i valori e vuole riportare in auge la meritocrazia? Ecco la scuola di talenti di Amici.

Le parole che meglio inquadrano il “fenomeno De Filippi”, sembrano essere quelle di Salvatore Patriarca (autore del libro Il mistero di Maria. La filosofia, la De Filippi e la televisione):

Di solito, analizzando la De Filippi ci si sofferma su tronisti, ballerini e cantanti. Invece bisogna studiare lei. Come inchioda le persone alla tv? Facendo rivivere loro le varie fasi della vita. Le riporta ai tempi della crescita e della formazione con la scuola di Amici. Le getta nell’arena della vita e dell’amore a Uomini e donne. Regala la speranza del perdono e della riappacificazione a C’è posta per te. Così il pubblico si rasserena, felice di partecipare a questa speciale terapia di gruppo. Inoltre la De Filippi ha stravolto l’immagine femminile in televisione, ha offuscato la fisicità per dare risalto alla sua voce e all’anima: una rivoluzione. E per compierla ci vogliono intelligenza e furbizia.

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