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Report, le inchieste della puntata di lunedì 13 maggio 2019

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Nuovo appuntamento con Report, la trasmissione di approfondimento giornalistico di Rai3 condotta da Sigfrido Ranucci, in onda lunedì 13 maggio alle 21.20.


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UN SOTTOSEGRETARIO A SAN MARINO di Claudia Di Pasquale (con la collaborazione di Lorenzo Di Pietro) – La Procura di Milano e la Procura di Roma hanno avviato accertamenti sull’acquisto da parte del senatore leghista Armando Siri di una palazzina con ben sette appartamenti a Bresso, periferia di Milano. Come anticipato da Report il 6 maggio, Siri l’ha intestata alla figlia e l’ha pagata 585 mila euro, non risultano ipoteche iscritte sull’immobile. I soldi provengono da un conto a San Marino intestato a Siri dal quale è stato erogato un mutuo. Poche settimane fa Siri è stato coinvolto in una indagine per presunta corruzione nell’ambito di una vicenda che vede protagonista l’imprenditore ed ex politico Paolo Arata, esperto nel campo energetico ex Forza Italia e ora vicino alla Lega, accusato di essere in affari con il re dell’eolico Vito Nicastri. Siri, rilasciando dichiarazioni spontanee ai magistrati in questi giorni, ha negato ogni addebito: non ha mai ricevuto soldi per far approvare norme che favorissero le imprese di Arata. Ai pm, dopo l’inchiesta di Report, il senatore leghista ha portato anche le carte che riguardano l’acquisto dell’immobile a San Marino. Tutto regolare, nulla da nascondere, secondo il senatore. Report tornerà sulla vicenda con nuove rivelazioni.

LA RELAZIONE di Manuele Bonaccorsi (con la collaborazione di Alessia Marzi e Lorenzo Di Pietro) – “Le aziende petrolifere provarono a legarci un braccio dietro la schiena, a spaventarci”. Per la prima volta dalla fine della sua esperienza in Italia parla in tv Peter Styles, il geologo inglese che nel 2012 viene chiamato a presiedere la Commissione Ichese, promossa dalla Protezione civile e dalla Regione Emilia Romagna per indagare su possibili relazioni tra le attività petrolifere nella pianura padana e i terremoti del 2012. Styles racconta i tentativi di pressione subiti e denuncia di non aver ricevuto tutti i dati riguardanti l’esperimento di esercizio in sovrappressione dell’impianto di stoccaggio di gas di Minerbio, gestito dalla Stogit (controllata della Snam), avvenuto tra agosto e novembre del 2011, sei mesi prima della distruttiva sequenza sismica emiliana. Le parole di Styles fanno luce sul difficile rapporto tra scienza e decisioni politiche quando di mezzo ci sono grandi interessi economici, come quelli legati all’industria del petrolio. A verificare che i progetti industriali siano compatibili con l’ambiente e la sicurezza dovrebbe essere la commissione Via del ministero dell’Ambiente, nominata nel 2011 dalla “allora” ministra Prestigiacomo e mai rinnovata finora. Il nuovo ministro dell’Ambiente Sergio Costa ha annunciato a Report la nomina di una nuova commissione, prevista per giugno. Quella vecchia ha approvato 7 progetti di stoccaggio gas in sovrappressione, ritenuti più pericolosi, con un solo voto contrario, quello del geologo più titolato.



SE MI LASCI NON VALE di Lucina Paternesi – A 20 anni dal primo provvedimento sulle liberalizzazioni, più di dieci dalla creazione del mercato libero e tre proroghe, a luglio 2020 si entrerà nel mercato libero dell’elettricità, quello in cui i consumatori possono scegliere l’offerta più conveniente in base ai propri consumi e in cui i prezzi dovrebbero essere più bassi grazie alla concorrenza. A un anno dal fatidico traguardo, però, l’Antitrust ha sanzionato per 109 milioni di euro i due grandi ex monopolisti, Enel e Acea, per abuso di posizione dominante. E i cittadini sono stati adeguatamente informati per scegliere e, soprattutto, sanno leggere la propria bolletta? Tra spese per trasporto, distribuzione e oneri di sistema, il prezzo per la materia prima rappresenta solo il 40% della spesa totale. E sulle spalle dei cittadini ricadono anche gli incentivi per le aziende che producono energia da fonti rinnovabili. Che, tra le pieghe della legge, hanno trovato il modo di risparmiare sulle tasse spostando il domicilio fiscale dove non te lo aspetteresti.

SI È SPENTO IL SOLE di Lucina Paternesi – Dai monumenti fino alle facciate di chiese e palazzi storici, le nostre metropoli sono invase dalle maxi pubblicità. Teli grandi anche centinaia di metri quadrati che sponsorizzano cellulari, ultimi modelli di auto e i grandi marchi del lusso. Da Roma a Milano il business dei ‘restauri sponsorizzati’ è arrivato fino a Londra e sembra non conoscere crisi. L’unico requisito per ottenere l’autorizzazione dal comune a installare la pubblicità è fare dei lavori di restauro per cui sia necessario il ponteggio. Le pubblicità, però, non nascondono solo il ponteggio dei lavori in corso, ma anche la luce e l’aria a chi ci vive sotto. E chi controlla che poi i lavori di restauro si facciano davvero? Qualcuno ci marcia?

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