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I nostri figli, anticipazioni e trama, giovedì 6 dicembre 2018, Rai1

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I nostri figli, un film tv in prima serata giovedì 6 dicembre 2018 su Rai1Vanessa Incontrada e Giorgio Pasotti tornano su Rai1 in un film tv diretto da Andrea Porporati che racconta una grande scelta d’amore, responsabilità e coraggio, quella di una coppia con due figli che decide di accogliere nella propria famiglia tre bambini orfani, piccole vittime innocenti – sopravvissute al contrario della madre – della follia omicida del loro papà. 


Liberamente ispirato ad una storia realmente accaduta, il film vuole tenere alta l’attenzione sul dramma del femminicidio e sulle enormi difficoltà che devono affrontare “quelli che restano”, in particolare i bambini e gli adolescenti e anche ai problemi che devono affrontare le famiglie che decidono di occuparsi di loro strappandoli ad un destino spesso segnato dalla solitudine e dall’affidamento alle strutture sociali.

Una coproduzione Rai Fiction – 11 Marzo Film, in onda in prima serata su Rai1 giovedì 6 dicembre.

Presentazione

Roberto e Anna Falco vivono a Senigallia. Due figli e un matrimonio riuscito. Lui piccolo imprenditore edile, lei dipendente di un centro commerciale. Una coppia italiana come tante. Nei nostri anni dominati dalla crisi, Roberto e Anna si sono dati da fare per mettere su famiglia. Si sentono realizzati e guardano al futuro con ottimismo. Ma all’improvviso, di fronte ai Falco, un’altra famiglia si sgretola per sempre: Elena Di Stefano, cugina siciliana di Roberto, è stata uccisa in Sicilia dall’ex marito. Aveva tre figli, Luca, Giovanni e Claudio. Come altre migliaia di bambini e adolescenti, sono “quelli che restano” dopo la tragedia di un femminicidio. Se non ci sono parenti disposti a occuparsi di loro, saranno destinati alle casefamiglia. E così potrebbero passare anni. E “quelli che restano” rimarranno orfani per sempre. Ma Roberto e Anna, di fronte alla solitudine e al futuro vuoto di questi tre bambini siciliani, compiono una scelta che solo il cuore può dettare: prenderli subito in affidamento, per poi in seguito, dopo mille difficoltà, procedere alla loro adozione. La famiglia Falco si allarga: cinque figli. Quanti, l’avrebbero fatto? Quanti, avrebbero accettato il rischio di diventare più poveri? Quanti, avrebbero scelto proprio quegli orfani “difficili”? La “nuova” famiglia dei Falco inciampa sul filo degli equilibri sentimentali e delle difficoltà economiche. Ma Anna e Roberto hanno la consapevolezza che la loro scelta ha un valore affettivo e sociale irrinunciabile. Nonostante i sacrifici, nonostante la condizione finale di “nuovi poveri” in cui si ritrovano, l’esempio dell’amore coraggioso di Anna e di Roberto Falco fortifica e unisce proprio la loro “nuova” famiglia. Una crescita morale diffusa e coinvolgente, tra genitori e figli, che piano piano diventa gioiosa, vitale, perennemente sul filo di una nuova crisi, ma anche piena di vita. La tenacia e la responsabilità dei due genitori verso i loro cinque figli diventa una forma di impegno civile nella quotidianità. E’ un moto del cuore, che non si insegna a parole, ma si vive. Nel Paese che ha il primato della natalità più bassa d’Europa, Roberto e Anna non sognano l’eterna giovinezza, ma fanno i conti col mondo che domani apparterrà ai loro figli e anche ai figli che non hanno generato. Per migliorarlo. Per renderlo più umano. I personaggi di Anna e Roberto Falco si ispirano a persone reali, sebbene con la libertà propria di un’opera di finzione. Si chiamano Carmelo Calì e Paola Giulianelli, coppia di Senigallia che ha adottato tre bambini orfani di femminicidio. Dal 2000 ad oggi sono oltre 1600 i casi in Italia di minori rimasti orfani dopo un femminicidio maturato nelle mura domestiche.


Personaggi

Anna Falco (Vanessa Incontrada) – “Abbiamo già due figli… Ce la faremo a tirare su cinque bambini? E come reagiranno i nostri figli? Dovremo spiegare a questi tre bambini come è morta la mamma… Come faremo? Chi ci aiuterà?” Sono i dubbi che Anna rivolge a suo marito Roberto quando lui le chiede di aprire le porte della loro famiglia ai tre orfani della cugina, Elena Di Stefano, uccisa dall’ex marito. Questioni fondamentali, da cui non fuggire, pronunciate a voce alta da una donna razionale, con i piedi ben piantati a terra. Tuttavia, una volta condivisa con Roberto la decisione dell’affidamento e poi dell’adozione dei tre ragazzini siciliani, Anna risponderà a tutte le esigenze della sua famiglia, sacrificando se stessa. Anna, donna in bilico tra famiglia e lavoro, non rimpiangerà il passato, quel benessere che in casa sua è sparito. Piuttosto rifletterà sull’impossibilità di curare e di amare suo marito e i cinque bambini come vorrebbe. Perché il tempo non c’è mai, e senza il tempo è difficile amare veramente. Quando Roberto perde la sua azienda, è lei che porta i soldi a casa. Deve lavorare anche su più fronti per salvare la sua famiglia dalla povertà. E nel momento decisivo della crescita della sua “nuova” famiglia, quando tutto appare perduto, dimostrerà ancora una volta tutto l’amore che vi ha riversato. Con mille gesti quotidiani, con la dolcezza e con la forza del suo esempio, anche con l’inevitabile fragilità mai mascherata. E con tanta allegria.

Roberto Falco (Giorgio Pasotti) – Un “padre nuovo”. Roberto Falco non appartiene a quella larga schiera dei padri-Peter Pan di oggi, eterni ragazzini, compagni di gioco di quei figli sempre assecondati, persino imitati dagli adulti nei loro desideri. Roberto Falco, per citare una definizione dello psicanalista Massimo Recalcati, è un “padre-testimone”, che suggerisce concretamente ai figli “il senso dell’esistenza attraverso la sua stessa vita, attraverso il suo esempio”. Gli errori, i fallimenti, le paure fanno parte dell’avventura. E Roberto ne commette diversi, di passi falsi. L’importante è non fuggire. L’importante è accogliere continuamente la responsabilità che comporta la nascita e la crescita dei bambini. Come una responsabilità più vasta: una responsabilità sociale. Per questo, Roberto – già padre di due figli – spalanca le porte della sua famiglia di Senigallia ad altri tre bambini. Sono i figli di sua cugina Elena, assassinata dall’ex marito. Per Roberto – e anche per sua moglie Paola – siamo tutti in qualche modo responsabili dell’immediato futuro di questi tre orfani. Ora hanno bisogno di un risarcimento di affetti e di diritti. Rischiano, i tre fratellini, di perdersi, di essere divisi. Ma Roberto Falco e Anna si fanno avanti. Con la forza del cuore, motore vitale della loro “nuova” famiglia.

Elena Di Stefano e i suoi figli – Attorno a lei, per mesi e mesi, il gelo dei silenzi indifferenti. Nessuno ha capito il suo dolore, il suo grido disperato di aiuto. Elena ha scritto il diario lucido della sua morte annunciata in un memoriale che lascia ai figli, immaginando già la fine dei suoi giorni con loro. Anna ritroverà il memoriale di Elena, pieno di dolore, ma anche di amore per la vita. Quando i tempi saranno maturi, lo mostrerà e lo leggerà ai tre figli di Elena che lei e Roberto stanno per adottare, perché possano comprendere quella storia che li segnerà per sempre. Capiranno così che la loro mamma non li ha mai lasciati soli. Che non li ha mai traditi. Fino all’ultimo, Elena ha provato a difendersi per salvare anche i suoi figli. Per continuare a vivere al loro fianco. La figura “viva” di Elena accompagnerà il tragitto della “nuova” famiglia dei Falco. Non sarà facile parlare di lei, ricordarla. Potrebbero aprirsi, senza guarire mai, troppe ferite per i bambini della donna uccisa. Ma Anna e Roberto sapranno svelare con la giusta dose di parole e di emozioni il mondo segreto di una donna libera, che credeva nella giustizia, che amava la sua terra, la pittura, la vita. Che aveva saputo amare con tutta se stessa la sua famiglia e anche il padre dei suoi figli. Prima della violenza, prima della follia.


La Storia

2007 – Tra la Sicilia e Senigallia: In un piccolo paese della Sicilia Elena Di Stefano è stata uccisa dall’ex marito Domenico Romeo. Una morte annunciata. I bambini stanno per essere separati, affidati a case-famiglia diverse. Giovanni, Luca e Claudio, i tre orfani di Elena, cresceranno divisi l’uno dall’altro. C’è solo un cugino della vittima, Roberto Falco, che potrebbe prenderli in affidamento per un anno. E’ un piccolo imprenditore edile. Anche lui è nato in Sicilia. Ma ora vive a Senigallia, nelle Marche. Ha sposato Anna, che lavora in un centro commerciale. Roberto e Anna hanno già due figli. Sono assaliti da mille dubbi prima di prendere la decisione di allargare la loro famiglia, ma una domanda trova una risposta immediata: “come facciamo a dire di no a questi bambini rimasti soli?”. I coniugi Falco sanno perfettamente che dovranno misurarsi con tre ragazzini difficili, che non sanno nemmeno la verità sulla fine della madre. Hanno vissuto ogni istante del dramma familiare, ma non sanno dell’omicidio. Pensano che la madre sia morta in un incidente stradale e il padre sia all’estero per lavoro, mentre in realtà è stato arrestato. Per Anna e Roberto non è facile gestire la convivenza dei nuovi arrivati con i loro figli naturali. Nascono e si rafforzano conflitti e competizioni. Intanto Roberto cerca di incrementare gli affari della sua azienda, ma sotto i colpi della crisi economica la sua attività fallisce. Anna rincorre senza risparmiarsi i tanti impegni familiari e fa i lavori più umili perché i soldi non bastano mai. E’ una vita difficile, quella della famiglia Falco, costretta ogni giorno a inventarsi qualcosa per andare avanti. Ma anche piena di allegria, affetto, vitalità. E proprio quando Anna e Roberto decidono di procedere legalmente con la richiesta di adozione dei tre bambini siciliani, i tre fratellini vengono a sapere la terribile verità sulla morte di Elena. E’ uno shock che rischia di rovinare i mille sacrifici fatti per formare una nuova famiglia. Per tentare di sanare quella ferita aperta, per provare a essere uniti come una vera e unica famiglia, c’è solo una cosa da fare per Anna, Roberto e per i cinque bambini: un viaggio in Sicilia. Per fare i conti con il passato, con la terribile fine di Elena.

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