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Il Cacciatore, anticipazioni e trama, prima puntata, mercoledì 14 marzo, Rai2

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Il Cacciatore. Quell’istinto innato da cacciatore si era già palesato durante la gioventù, quando armato di fucile amava addentrarsi nei boschi a caccia di prede. Saverio Barone adesso è adulto e quel suo raffinato fiuto tra tecnica e istinto ora lo utilizza proficuamente nella sua professione: quella di PM. È l’ultimo elemento ad essere entrato a far parte del pool antimafia, un gruppo di uomini dello Stato votati alla legge che, a rischio della propria incolumità, hanno fatto della lotta alla mafia e alla criminalità organizzata una ragione di vita e che per molti, troppi, ha significato trovare la morte. 


Il Cacciatore è una coproduzione Cross Production, Beta Film in collaborazione con Rai Fiction, diretta da Stefano Lodovichi e Davide Marengo, in onda in prima serata e in prima visione su Rai2 da mercoledì 14 marzo 2018.

Liberamente ispirato alla vera storia del magistrato Alfonso Sabella, raccontata nel libro Cacciatore di Mafiosi , la serie in sei serate è la storia di due mondi, due inferni paralleli: quello degli uomini della giustizia, destinati a vivere sotto scorta in una quotidianità perennemente violata dalla paura di agguati e attentati mafiosi e dall’altra quella dei boss, sempre in fuga, artefici di un presente in cui le uniche regole sono violenza, sangue e morte. Un potere che ha i connotati del male assoluto e che non ha più pietà di nessuno, neppure dei bambini.

La Storia

Il Cacciatore – liberamente ispirato alla vera storia del magistrato Alfonso Sabella, narrata nel libro Cacciatore di Mafiosi – racconta le vicende di Saverio Barone (Francesco Montanari), un PM che nei primi anni ’90, appena trentenne, diventa il protagonista della caccia ai mafiosi nella stagione immediatamente successiva alle stragi di Capaci e via D’Amelio, dove perdono la vita i giudici Falcone e Borsellino. Un PM che mette in ginocchio l’intera mafia corleonese, mandando dietro le sbarre centinaia di mafiosi. Una scalata fatta d’intuito, istinto e ambizione, che inizia il giorno in cui Saverio, PM emergente della procura di Termini Imerese, decide di denunciare il proprio capo, Salvatore Donà (Vincenzo Pirrotta), sospettato di collusioni con la mafia. Una scelta che rischia di stroncare per sempre la carriera del giovane PM, ma che finisce per attirare l’attenzione di Andrea Elia (Roberto Citran), nuovo procuratore capo di Palermo, che propone a Saverio di entrare nel suo pool antimafia. Barone, da un giorno all’altro, si trova proiettato in un universo nuovo, attraente e pericoloso: alla procura di Palermo è il più giovane, il meno esperto, e i colleghi più grandi lo trattano con sufficienza; lo chiamano “cacanidu”, l’ultimo uccellino della covata e il primo, di solito, a lasciarci le penne. Ma Saverio sa presto dimostrare il proprio talento e si guadagna il diritto di fronteggiare il male assoluto, il giorno in cui gli vengono assegnate le indagini su Leoluca Bagarella (David Coco) e Giovanni Brusca (Edoardo Pesce), boss mafiosi accusati di centinaia di omicidi, mente e braccio dietro l’omicidio di Giovanni Falcone e responsabili del rapimento e della detenzione di Giuseppe Di Matteo (Antonio Avella), dodicenne con la sola colpa di essere figlio di un pentito di mafia. Un confronto quotidiano con l’orrore che inevitabilmente porta Saverio a isolarsi nella sua ossessione e a distruggere tutto quanto di buono, nel tempo, ha saputo costruire attorno a sé: a partire dalla relazione con Giada (Miriam Dalmazio), che solo pochi mesi prima gli ha dato una figlia, Carlotta. Il Cacciatore è la storia della discesa agli inferi di un giovane PM, ma in parallelo racconta anche il privato di quei boss sanguinari a cui Saverio dà la caccia. Di Leoluca Bagarella, Don Luchino, capo supremo della mafia palermitana, per esempio, si racconta che nonostante l’enorme potere, vive il dolore di non riuscire a concepire un figlio con sua moglie Vincenzina (Roberta Caronìa). Si scava poi nel rancore di Giovanni Brusca, che mal sopporta la sua eterna condizione di latitante e sogna di costruire un castello – la sua villa di Borgo Molara – e di scalzare Bagarella dal trono di capo dei capi. Si entra infine nella soggettiva di Tony Calvaruso (Paolo Briguglia), giovane autista di Bagarella che si illude di poter vivere e arricchirsi grazie alla mafia, senza doversi sporcare le mani e la coscienza. Una serie, insomma, che non è solo la storia di un cacciatore, ma è anche la storia delle sue prede.


I Personaggi 

Saverio Barone – Poco più che trentenne, ambizioso, istintivo. Da ragazzo giocava armato di fucile nei boschi di Bivona, suo paese natale, e quell’istinto da cacciatore è ciò che lo guida ancora oggi nel suo lavoro di PM. Ultimo arrivato nel pool antimafia, nonostante la diffidenza iniziale dei colleghi, si guadagna presto sul campo, arresto dopo arresto, le indagini sui superlatitanti Giovanni Brusca e Leoluca Bagarella, gli assassini di Giovanni Falcone e i rapitori del piccolo Giuseppe Di Matteo. Riportare a casa quel bambino, scomparso il giorno stesso del suo ingresso in antimafia, diventa l’ossessione di Saverio, un fantasma per il quale il PM finisce per fare terra bruciata di tutti gli affetti che ha attorno a sé.

Giada Stranzi – Giada conosce Saverio praticamente da sempre. A unirli c’è un legame speciale, che sarebbe riduttivo chiamare amore. Tra Saverio e Giada è sempre stato un prendersi e lasciarsi, fin da quand’erano ragazzi, ma quel legame non si è mai spezzato. Quando Saverio entra nel pool antimafia, Giada decide di trasferirsi a Palermo insieme a lui, rinunciando al suo lavoro in una galleria d’arte a Roma. Conosce Saverio meglio di chiunque altro e sa che in quella discesa agli inferi, per non perdersi, avrà bisogno di lei.

Carlo Mazza – Di temperamento compassato, Mazza è uno dei procuratori più esperti del pool antimafia. È apparentemente l’opposto di Barone: tanto Saverio e istintivo e sfacciato, quanto Carlo è paziente e misurato. Facile intuire che il loro rapporto, fin da subito, non può essere dei migliori. Eppure, quando Carlo si vedrà affiancare proprio da Saverio nelle indagini su Bagarella e Brusca, i due PM scopriranno di avere in comune molto più di quanto credono. Perché anche Carlo è sprofondato nella propria personale ossessione: farla pagare agli assassini di Falcone, che di Mazza era il miglior amico.

Andrea Elia – Nordico, ironico, apparentemente imperturbabile. È il Procuratore Capo di Palermo, e quindi diretto superiore di Saverio e leader del pool antimafia. Con il suo accento veneto, a Palermo sembra un pesce fuor d’acqua e coi mafiosi non riesce nemmeno a intendersi. Non ne capirà un granché di mafia, però ha l’abilità di comprendere le persone e di tirare fuori il meglio da loro. È lui il primo a credere in Saverio, nonostante tutti lo ritengano solo un ragazzino saccente, disposto a tutto pur di arrivare in alto. Ed è lui a intuire che la miscela esplosiva Mazza/Barone, in termini investigativi, può fare sfaceli.


Leoluca Bagarella – Dopo l’arresto di Totò Riina è Bagarella, detto Don Luchino, a ereditare il comando di Cosa Nostra. E, proprio come Riina, è sostenitore della guerra totale allo stato, la strategia del terrore, il sangue, le stragi. Con più di cento omicidi all’attivo, l’ultimo atto della sua guerra allo stato è il rapimento del piccolo Giuseppe Di Matteo, figlio del pentito Santino Di Matteo che, con le sue confessioni, sta mettendo nei guai lui e tutti gli altri responsabili di Capaci. Sempre sobrio, attento a non dare nell’occhio, a non concedersi pericolosi eccessi, Bagarella trascorre la latitanza là dove i magistrati mai si sognerebbero di andare a cercarlo: in un palazzo nel cuore di Palermo.

Vincenzina Marchese – Moglie di Bagarella, appartenente a una famiglia di alto lignaggio mafioso. Inseparabile compagna di vita e di latitanza di Don Luchino, che per lei farebbe qualunque cosa. Vincenzina è bella, elegante, ha un sorriso che sembra irradiare luce. Ma sotto quella superficie, nasconde il dolore di non riuscire ad avere un figlio da Bagarella. Un dolore che si fa insopportabile dopo il rapimento del piccolo Di Matteo. Perché Vincenzina, in un percorso che assume le fattezze di una moderna deriva psicopatologica, si convince che non le verrà concessa la grazia di avere un figlio fino a che suo marito terrà in catene quel bambino…

Tony Calvaruso – Da poco uscito dal carcere Tony ha bisogno di lavorare e così, grazie all’intercessione di un amico, diventa nientemeno che l’autista personale di Leoluca Bagarella. Inizia così a trascorrere gran parte del proprio tempo con il feroce boss di Cosa Nostra, condividendone segreti e confidenze, e diventando involontario testimone di molte delle atrocità commesse da Don Luchino. Tony si limita a guidare, a trasportare avanti e indietro il suo capo per la città, a portare a casa uno stipendio dignitoso per sé e la sua famiglia. Tony si illude che esista una strada per poter campare di mafia senza dovere necessariamente sporcarsi le mani, ma presto si accorgerà che le cose non sono così semplici.

Giovanni Brusca – Detto il Verro, autore di un numero di omicidi che va dai 150 ai 200, Giovanni Brusca è l’uomo che ha premuto il tasto che ha fatto saltare l’autostrada a Capaci. Figlio di un potente capomandamento mafioso, latitante cronico, abituato a dormire tra stalle e fienili, è l’erede designato di Bagarella alla guida dei Corleonesi. Tuttavia mal sopporta la leadership di Don Luchino, tra loro corre un conflitto sottile ma perpetuo: Bagarella è il rappresentante della vecchia guardia, Brusca è il futuro del crimine organizzato e reclama più spazio, affari propri, libertà d’azione. E invece Don Luchino, come ennesimo affronto, gli rifila il compito più scomodo e pericoloso: la carcerazione del piccolo Giuseppe Di Matteo.


Il Cacciatore | Anticipazioni e Trama | Prima Puntata | Mercoledì 14 novembre 2018 | Rai2

EPISODIO 1 – Nel bosco: 1993. Saverio Barone, un giovane magistrato in servizio a Termini Imerese, in un mix di ambizione e senso del dovere, decide di denunciare al Csm il suo capo, Salvatore Donà, sospettando una sua collusione con la mafia locale. In quei giorni Tony Calvaruso, un giovane da poco uscito di prigione, è in prova per “un nuovo lavoro”: autista personale di Leoluca Bagarella, Don Luchino, il boss a capo dell’ala militare della mafia corleonese. Mafia corleonese che, in quel periodo, è sempre più minacciata dal fenomeno dilagante del pentitismo…

EPISODIO 2 – Fuoco amico: Saverio è nel pool da qualche mese. I colleghi lo trattano con sufficienza e non ha ancora avuto modo di mostrare il proprio valore. Alla fine l’occasione arriva. Elia gli affida un compito: volare in Svizzera insieme al pentito Salvatore Cancemi e recuperare cinque milioni di dollari che il mafioso avrebbe nascosto lì per conto di Bagarella. Don Luchino, intanto, revoca l’ordine d’uccisione del piccolo Di Matteo: il bambino sarà tenuto in ostaggio da Giovanni Brusca in attesa che il padre ritratti. Brusca mal digerisce la decisione ma, per adesso, è costretto a piegarsi.

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