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Boris Giuliano, anticipazioni e trama, 23 e 24 maggio 2016 su Rai1

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Boris Giuliano – Un poliziotto a PalermoAdriano Giannini è Boris Giuliano nel film in due puntate, diretto da Ricky Tognazzi, che ricostruisce e celebra la figura del funzionario di Polizia che a Palermo fu vigliaccamente assassinato dalla mafia con sette colpi di pistola alle spalle nel 1979. A capo di una squadra di eccellenze, che passerà alla storia come la “Squadra dei Giusti”, condusse una caccia serrata ai boss di Cosa Nostra diventando uno dei principali avversari della mafia siciliana. La storia di un uomo che sacrificò la propria vita per riaffermare la legalità nel nostro Paese, in onda lunedì 23 e martedì 24 maggio 2016 in prima serata su Rai1


Una miniserie ispirata alla figura di Giorgio Boris Giuliano, vice questore Capo della Squadra Mobile di Palermo, medaglia d’oro al valore civile, ucciso nel 1979 in un agguato mafioso. La storia di un integerrimo servitore dello Stato dalle grandi capacità organizzative e di leadership che fu tra i primi a capire le trasformazioni criminali in Sicilia negli anni Settanta e a cogliere i rapporti tra politica e Cosa Nostra. Il suo metodo investigativo ha rivoluzionato il modo di fare indagini in Italia e, attraverso inchieste di fondamentale importanza, ha ricostruito la struttura segreta e l’attività criminale di Cosa Nostra, elementi fondamentali per la successiva istruttoria di Falcone e Borsellino che ha portato al maxiprocesso del 1986.

Boris Giuliano, un poliziotto a Palermo è una coproduzione Rai Fiction – Ocean Productions, prodotta da Sergio Giussani per la regia di Ricky Tognazzi che ha curato anche la sceneggiatura insieme a Giovanna Koch e Angelo Pasquini. Ad interpretare il poliziotto a capo della squadra mobile di Palermo uno straordinario Adriano Giannini affiancato da Nicole Grimaudo nei panni di Maria Leonetta, Ettore Bassi (Tonino De Luca), Antonio Gerardi (Bruno Contrada), Luigi Maria Burruano (Buttafuoco) e con Enrico Lo Verso (Leonardo Vitale), Fabrizio Bracconeri (Trezza), Sebastiano Lo Monaco (Macaluso) e Francesco Montanari (Marco Alliati). Una miniserie in due puntate in onda, in occasione della Settimana della Legalità, in prima serata su Rai1, lunedì 23 e martedì 24 maggio 2016.


TRAMA PRIMA PUNTATA, LUNEDÌ 23 MAGGIO 2016

Giorgio Boris Giuliano era avviato a una solida carriera nell’imprenditoria internazionale, poi interrotta per un profondo senso di giustizia e di dignità. Da Milano torna nella sua Sicilia come commissario di Polizia e ottiene di essere assegnato alla Mobile. Ha una moglie giovanissima, che ancora deve concludere gli studi universitari e che protegge con ogni attenzione perché non abbia a risentire delle tensioni e dei pericoli prodotti dal suo lavoro. A Palermo, in quegli anni, la mafia si mescolava alla società civile, apparentemente senza soluzione di continuità. Nobili e criminali frequentavano gli stessi bar, gli stessi salotti. Boris, che viene da Messina ed è libero da compromessi di amicizia con chiunque, si fa subito notare come persona diversa: lui non si mischia, lui seleziona i luoghi e le persone da frequentare, si tiene accuratamente alla larga dalle feste e passa al setaccio tutti, imprenditori e politici. Lo fa attivamente, con una carica vitale e allegra e una dose naturale di empatia che cattura chiunque entri in contatto con lui. I suoi superiori e soprattutto i suoi colleghi lo riconoscono come un funzionario con qualità spiccate di organizzazione e di leadership, necessarie a mettere in piedi quella squadra di eccellenze che passerà alla storia come la “Squadra dei Giusti”. La Squadra si troverà ben presto di fronte a una strage, consumata in un cantiere edile di viale Lazio da un manipolo di assassini vestiti da poliziotti: un gruppo violento, che verrà conosciuto come quello dei corleonesi, attacca le famiglie mafiose che governano Palermo. Boris capisce subito che l’atmosfera si sta facendo molto pericolosa e quando a sparire è il giornalista Mauro De Mauro, raddoppia gli sforzi per districare il prima possibile la matassa del legame tra crimine e politica. Non si uccide un giornalista senza che i piani alti ne sappiano nulla. E ha ragione. Il suo accanito lavoro di indagine lo porta ad individuare uno dei potenti che tiene le fila degli affari sporchi: il questore lo annuncia in una conferenza stampa, lo nomina come Mister X. L’indagine, però, viene bloccata e il caso De Mauro seppellito. Boris è furioso, ha le mani legate. La politica protegge se stessa, ma non i suoi servitori. Poco dopo anche il giudice Scaglione muore assassinato.


TRAMA SECONDA PUNTATA, MARTEDÌ 24 MAGGIO 2016

Il quadro è sempre più grave, ma Boris non si arrende. Insiste con il suo metodo: rapporti stretti tra i funzionari, scambio continuo di informazioni, porte aperte ai giornalisti. Arresta i principali boss palermitani, ma magistrati fiacchi e miopi li rimettono presto in libertà. I capi corleonesi, latitanti da tempo, sono imprendibili. Grazie al suo ottimo inglese, Boris riesce a mettere piede oltreoceano e a creare una intensa collaborazione con funzionari della polizia federale americana: ormai il business è la droga. Ed è proprio la pista dell’eroina, quella che darà vita alla pizza connection, ad avvicinare Boris al suo assassino. Una strana rapina con un morto di troppo, dei conti secretati, una pistola smarrita, le chiavi di un appartamento, le foto di un latitante (Leoluca Bagarella) a un battesimo e finalmente una valigia piena di dollari abbandonata all’aeroporto di Punta Raisi. Boris è entusiasta: ce l’hanno quasi fatta… Quasi. Nel corso di quegli anni ha visto morire colleghi e carabinieri: sa che una lupara può nascondersi dietro qualsiasi muretto. Sa che è inutile pensare a difendersi e dissuade anche l’amico giornalista Marco Alliati, che gli è stato accanto in tutti questi anni e che ha ricevuto minacce personali, dal pensare che il possesso di una rivoltella salvi la vita. Bisogna fermarli prima. Non rallenta le indagini neanche quando lo avvertono: “Giuliano morirà”. Per i boss di Cosa Nostra Giuliano è diventato un vero e proprio persecutore e i suoi nemici decidono la sua morte. La mattina del 21 luglio Leoluca Bagarella e un suo complice intercettano il commissario sotto casa. Bagarella attende che entri al bar per prendersi un caffè, e lo uccide sparandogli alle spalle. I suoi tre figli e la moglie Maria sono sulla spiaggia ad attenderlo.

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