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Una Grande Famiglia forse si ispira a Brothers and Sisters… Ed è un bene!

Il pubblico medio di Rai 1, che forse non ha una grande dimestichezza con la grande serialità americana, non se ne sarà accorto, ma è evidente che Una Grande Famiglia abbia elementi in comune con la serie statunitense Brothers and Sisters

Diciamolo subito, non si sta parlando di plagio, forse solo di ispirazione oppure di tributo visto anche che la matriarca, interpretata da Stefania Sandrelli, si chiama Eleonora ma da tutti è chiamata Nora, proprio come la sua “omologa” nella famiglia Walker della serie americana.

Una Grande Famiglia strizza quindi l’occhio a Brothers and Sisters? Sembrerebbe di sì… ed è un gran bene!

La serie è il secondo prodotto innovativo nel panorama delle fiction Rai e non a caso è firmata da Ivan Cotroneo (sceneggiatore) e Riccardo Milani (regia) padri dell’altra serie brillante e originale della tv di stato, Tutti pazzi per amore.

Una Grande Famiglia è un ottimo prodotto e anche gli ascolti lo certificano: la prima puntata è stata seguita da 5,6 milioni di telespettatori mentre la seconda è cresciuta di oltre un milione e mezzo raggiungendo l’ottimo risultato di 7,1 milioni di ascoltatori.

Il risultato non era scontato visto che Una Grande Famiglia è un esperimento che si allontana dallo standard classico delle fiction di Rai 1, in genere biopic (biografie) e spesso a tematica religiosa.

Superba è la regia di Milani, veloce, ritmata, asciutta e moderna. Buona è anche la scrittura, anche se in certi momenti la trama pare indugiare troppo e sembra girare intorno a se stessa.

La caratterizzazione dei personaggi è sicuramente migliore di molte fiction italiane anche se spesso si scade nello stereotipo. Scrive Aldo Grasso:

i personaggi non hanno mai psicologie ben scolpite. Tendono piuttosto allo psicologismo, allo stereotipo, quell’attitudine tutta italiana a privilegiare la brodaglia psicologica rispetto a solidi valori espressivi.


Sembra che siano proprio i “valori”, non solo espressivi, a latitare nella serie. In Brothers and Sisters lo scontro valoriale e politico è stata una tematica dominante (una figlia attivista repubblicana, madre democratica, un figlio reduce dalla guerra in Iraq…) mentre in Una Grande Famiglia la politica e i grandi temi sociali sembrano non essere protagonisti, anche se timidamente sembra palesarsi uno debole scontro sulla visione religiosa di alcuni protagonisti.

Insomma, Una Grande Famiglia non mostra una grossa complessità narrativa ma il mix tra drama e mistery risulta pienamente coinvolgente.

Aldo Grasso fa un condivisibile appunto sugli attori:

almeno da quelli che hanno alle spalle una carriera, ci si aspetterebbe qualcosa di più. E invece il talento spesso latita.

Concludendo: non bisogna fare l’errore di giudicare Una Grande Famiglia facendo un confronto con Brothers and Sisters, sono prodotti diversi. Bisogna giudicare la serie in base a quello che è il panorama delle fiction italiane e Una Grande Famiglia risulta essere un esperimento ben riuscito per una modernizzazione di un genere molto banalizzato nel nostro paese.

Per le informazioni generali su Una Grande Famiglia, clicca qui>>

Per scoprire i profili dei personaggi di Una Grande Famiglia, clicca qui>>

Per la trama della prima puntata (15 aprile 2012), clicca qui>>

Per la trama della seconda puntata (16 aprile 2012), clicca qui>>

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