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La figlia del capitano, 9 e 10 gennaio 2012 (anticipazioni, trama, riassunto)

Stasera, lunedì 9 gennaio 2012, e domani, martedì 10 gennaio 2012, Rai 1 propone La Figlia del Capitano, una miniserie liberamente tratta dall’omonimo romanzo di Aleksander Sergeevic Puskin

La miniserie è una coproduzione Rai Fiction e Immagine e Cinema. Vanessa Hessler interpreta l’eroina Mascia e Primo Reggiani veste i panni di Pjotr Grinev; nella fiction c’è la partecipazione straordinaria di Edwige Fenech, tornata sul set dopo una lunga assenza per interpretare la Zarina Caterina II di Russia. Nel cast anche Nini Salerno (Savel’Ic), Ludovico Fremont (Svabrin) e Francesca Chillemi (Kitty). Firma la regia Giacomo Campiotti.

LA TRAMA

E’ il 1776, la rivolta di cosacchi e contadini che in pochi mesi ha coinvolto la Russia di Caterina II è stata sedata nel sangue.

Un giovane ufficiale degli ussari, Pjotr Grinev, attende il giudizio della Corte Marziale: è imputato di aver tradito la Zarina ed essere passato dalla parte di Emil Pugacev, il leggendario capo cosacco che ha guidato la sommossa.

Come in un legal-thriller la vita di Pjotr è sviscerata in un processo da cui dipende se vivrà o morrà…

Pjotr è nobile, viziato, ha avuto un’infanzia dorata nel latifondo paterno. Il suo futuro potrebbe essere quello di tanti rampolli dell’aristocrazia russa: servizio nella guardia imperiale a Pietroburgo, matrimonio con una ragazza della sua stessa casta…

Ma Pjotr è un ragazzo ribelle e immaturo e il padre decide che, per formarsi come uomo, dovrà prestare servizio in un avamposto di frontiera, la Belorgoskaja, un forte isolato nella steppa fra tribù nomadi ostili e selvagge. Non può immaginare il conte Grinev quanto questa scelta sconvolgerà per sempre la vita di suo figlio.

E’ laggiù, infatti, che il giovane incontrerà le due persone che segneranno il suo destino straordinario. Una è Mascia, la bella figlia del capitano della Belogorskaja. Nulla favorirebbe questo amore: Mascia non è nobile, non ha dote, ha un carattere indipendente e avventuroso che la spinge a solidarizzare proprio con quei “selvaggi” .

Mascia ha un corteggiatore, svelto di spada e senza scrupoli, che farebbe di tutto per averla: il tenente Svabrin. Innamorandosi di lei, Pjotr inizia quel percorso di formazione che lo porterà a diventare un uomo.

Per avere la ragazza Pjotr affronta in un duello quasi mortale Svabrin, si mette contro il comandante del forte; soprattutto si ribella all’autorità del padre, il Conte Grinev, fortemente contrario a quell’amore.

Mentre Pjotr conduce la sua privata battaglia sentimentale, un altro uomo sta tentando l’impossibile: è Emil Pugacev, un sanguinario e carismatico cosacco venuto dal nulla che riesce nell’impresa di riunire sotto il suo comando tutte le tribù e popolazioni dell’immensa Russia, sottomessi dalle angherie della Zarina. Li guida in una rivolta che travolge in poche settimane le guarnigioni russe arrivando quasi alle porte di Pietroburgo.

Il primo incontro tra Pjotr e Pugacev, ha il sapore di una favola: una tormenta di neve, un gigante cosacco quasi assiderato, una sperduta locanda dall’aria equivoca dove si prepara la rivolta… Non sa Pjotr che quell’uomo, cui ha salvato la vita per caso, diventerà il nemico numero uno della Zarina.

Sarà proprio lui, un bandito, un ribelle, a salvargli a sua volta la vita e a liberare Mascia da Svabrin che sta per sposare a forza. Proprio questo strano rapporto tra il nobile e il bandito, però, è il motivo dell’accusa di tradimento che pesa sulla testa di Pjotr.

Mentre gli altri ufficiali russi venivano impiccati se non si sottomettevano ai ribelli, Pjotr è stato graziato ed è stato visto partecipare a festini al fianco di Pugacev in persona. Non solo: per aiutarlo a liberare Mascia gli è stato addirittura fornito un lasciapassare e una scorta.

La verità è troppo complicata per convincere un tribunale militare. Pjotr non ha mai tradito, mai ha promesso a Pugacev che sarebbe passato dalla sua parte. Ma allora perché il capo ribelle ha fatto tanto per lui?

C’è qualcosa di più forte che lega Pugacev a quel giovane aristocratico dal carattere impulsivo e leale. Forse un sentimento quasi paterno.

A salvare Pjotr da una condanna certa è l’intervento di Mascia che, arriva a Pietroburgo e si appella a Caterina II: la Zarina è colpita dal coraggio e dalla passione di Mascia, ma non basta per farla tornare sulle sue decisioni. Ancora una volta è Pugacev a salvare Pjotr. Nelle prigioni avviene, infatti, un drammatico confronto tra i due, per la prima volta faccia a faccia.

(fonte UfficioStampa.Rai.it)

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